2/08/2019

P. Seraphim (Rose) di Platina: La visione ortodossa del mondo


La visione ortodossa del mondo

NOTA DEL WEBMASTER:
Proponiamo qui in traduzione una famosa conferenza tenuta dal monaco ortodosso americano p Seraphim (Rose) di Platina. Non concordiamo in tutto con alcune sue conclusioni un po’ semplicistiche, dovute in gran parte al tempo in cui la conferenza fu effettivamente pronunciata, ma nondimeno questo scritto contiene molte considerazioni di enorme importanza per comprendere il punto di vista ortodosso sulla vita spirituale in genere, e più in particolare sul rapporto tra il cristiano e il mondo.
p. Seraphim Rose
P. Seraphim di Platina (1934 – 1982)
Prima di cominciare la mia conversazione, una parola o due sul perché sia importante avere una visione del mondo ortodossa e sul perché sia più difficile costruirne una oggi che nei secoli passati.
Nei secoli passati – per esempio nella Russia del diciannovesimo secolo – la visione ortodossa del mondo era una parte importante della vita ortodossa ed era sostenuta dalla vita attorno ad essa. Non c’era addirittura alcun bisogno di parlare di essa come di un qualcosa di separato – si viveva l’Ortodossia in armonia con la società ortodossa circostante e si aveva una visione del mondo ortodossa data dalla Chiesa e dalla società, In molti paesi lo stesso governo professava l’Ortodossia; essa era il centro di funzioni pubbliche ed il re o il governante stesso era storicamente il primo laico ortodosso con la responsabilità di dare un esempio cristiano a tutti i suoi sudditi. Ogni città aveva chiese ortodosse e molte di loro avevano Offici giornalieri, mattina e sera. C’erano monasteri in tutte le grandi metropoli, in molte città, fuori delle città ed in campagna, nei deserti e nelle regioni non coltivate. In Russia c’erano più di mille monasteri ufficialmente organizzati in aggiunta ad altri gruppi meno ufficiali. Il monachesimo era una parte accettata della vita. Molte famiglie, in effetti, avevano in qualche monastero una sorella o fratello, uno zio o un cugino che erano monaci o monache, in aggiunta a tutti gli altri esempi di vita ortodossa: c’erano pellegrini che vagavano da monastero a monastero e i folli in Cristo. L’intero modo di vita era permeato con specie di persone ortodosse, delle quali, naturalmente, il centro è il monachesimo. I modi di vita ortodossi erano parte della vita quotidiana. Gran parte dei libri che erano letti comunemente erano Ortodossi. La vita quotidiana stessa era differente per mote persone: si doveva lavorare per sopravvivere, la speranza di vita non era grande, la morte era una realtà frequente – tutto delle quali cose rinforzava l’insegnamento della Chiesa sulla realtà e sulla vicinanza dell’altro mondo. Vivere una vita ortodossa in tali circostanze era realmente la medesima cosa che avere una visione del mondo ortodossa e c’era poca necessità di parlare di una tale cosa.
Oggi, d’altra parte, tutto questo è cambiato. La nostra Ortodossia è una piccola isola nel mezzo di un mondo che opera su principi totalmente diversi – ed ogni giorno questi principi cambiano per il peggio, rendendoci più e più alienati da essa. Molte persone sono tentate di dividere le loro vite in due parti nettamente distinte: la vita giornaliera che conduciamo lavorando con gli amici del mondo nelle nostre occupazioni riguardanti il mondo e l’Ortodossia che viviamo le Domeniche ed in altri momenti della settimana quando abbiamo tempo per essa. Ma la visione del mondo di una tale persona, se si esamina da vicino, è spesso una strana combinazione di valori cristiani e del mondo, che in realtà non si mescolano. Lo scopo di questa conversazione è di vedere come le persone che vivono oggi possano cominciare a rendere maggiormente di un unico pezzo la loro visione del mondo, per renderla completamente ortodossa.
L’Ortodossia è vita. Se non viviamo l’Ortodossia, noi semplicemente non siamo ortodossi, non importa quali opinioni formali possiamo avere.
La vita nel nostro mondo contemporaneo è diventata molto artificiale, molto incerta, essa crea molta confusione. L’Ortodossia, è vero, ha una vita sua propria, ma essa pure non è molto lontana dalla vita del mondo attorno ad essa e così la vita del cristiano ortodosso, anche quando è veramente ortodosso, non può far altro che rifletterla in qualche modo. Una specie d’incertezza e confusione sono pure entrate nella vita ortodossa nei nostri giorni. In questa conversazione tenteremo di considerare la vita contemporanea e, quindi, la vita ortodossa, per vedere come meglio possiamo adempiere il nostro obbligo cristiano di condurre vite ultramondane persino in questi tempi pressoché terribili ed avere una visione cristiana ortodossa dell’interezza della vita oggi che ci renda capaci di sopravvivere con fede intatta a questi tempi.

La vita oggi è diventata anormale

Chiunque guardi alla nostra vita contemporanea dalla prospettiva della vita normalmente trascorsa dalle persone nei tempi che ci precedettero – diciamo in Russia o in America o in qualsiasi paese dell’Europa Occidentale nel diciannovesimo secolo – non può fare a meno d’essere colpito da quanto anormale sia diventata la vita al giorno d’oggi. L’intero concetto d’autorità ed obbedienza, di decenza e educazione, di comportamento pubblico e privato – tutti sono cambiati drasticamente, sono stati capovolti eccetto che in poche isolati gruppi di persone – usualmente Cristiani di qualche specie – che tentano di preservare lo stile di vita cosiddetto “di vecchia maniera”.
La nostra vita anormale oggi può essere descritta come decaduta e sovraindulgente. Fin dall’infanzia il bambino d’oggi è trattato, di regola generale, come un piccolo dio nella famiglia; si provvede ai suoi capricci, si accolgono i suoi desideri: egli è circondato da giocattoli, divertimenti, conforti; non è educato ed allevato secondo gli stretti principi del comportamento cristiano, ma lasciato svilupparsi in qualsiasi modo lo inclinino i suoi desideri . E’ usualmente sufficiente per lui dire “Lo voglio!” o “Non lo voglio fare!” affinché i genitori che vogliono gratificarlo s’inchinino davanti a lui e gli lascino fare come vuole. Forse questo non avviene sempre ed in ogni famiglia, ma avviene abbastanza spesso per essere la regola dell’educazione dei figli contemporanea e persino i genitori meglio intenzionati non si sottraggono interamente alla sua influenza. Persino se i genitori tentano di allevare il figlio con cura, i vicini tentano di fare qualcosa d’altro. Essi devono prendere in considerazione questo quando disciplinano il figlio.
Quando un tale fanciullo diventa adulto, naturalmente,si circonda delle medesime cose con cui era abituato a circondarsi nella sua infanzia: conforti, divertimenti e giocattoli da adulti. La vita diventa una costante ricerca di divertimento, la quale, visto che ci siamo, è una parola che non si trova in molti altri vocabolari; nella Russia del diciannovesimo secolo o in qualsiasi civiltà seria, non si sarebbe compreso cosa significhi questa parola. La vita è una costante ricerca di divertimento che è così vuoto di qualsiasi serio significato che un visitatore proveniente da un qualsiasi paese del diciannovesimo secolo, guardando ai nostri diffusi programmi televisivi, parchi di divertimento, avvisi pubblicitari, rappresentazioni cinematografiche, musica – insomma a quasi ogni aspetto della nostra cultura popolare – penserebbe di essere venuto incidentalmente in una terra d’imbecilli che abbiano perso ogni contatto con la normale realtà. Noi spesso non prendiamo in considerazione questo, perché viviamo in questa società e lo diamo per scontato.
Alcuni osservatori recenti della nostra vita contemporanea hanno chiamato i giorni d’oggi la “me generation” e i nostri tempi “l’età del narcisismo”, caratterizzata da un culto e un amore di sé stessi che impedisce lo sviluppo di una vita umana normale. Altri hanno parlato di un universo “di plastica” o di mondo fantastico nel quale vivono oggi così numerose persone, incapaci di fronteggiare o di riconciliarsi con la realtà del mondo attorno a loro o con i problemi dentro di loro.
Quando la “me generation” si volge alla religione – cosa che è accaduta molto frequentemente  negli ultimi decenni – è usualmente verso una forma di religione “di plastica” o di fantasia; una religione di “auto-sviluppo” (dove l’individuo rimane l’oggetto di culto), di lavaggio del cervello e di controllo della mente, di “guru” e “swami” deificati, di una ricerca di “U.F.O.” e di esseri extra terrestri, di gusti spirituali e di sentimenti anormali. Non ci addentreremo in tutte queste manifestazioni, che sono, probabilmente famigliari a gran parte di voi, se non per discutere un po’ più a fondo come questi tocchino la vita spirituale cristiano ortodossa dei nostri giorni.
E’ importante per noi comprendere, poiché noi stessi oggi tentiamo di condurre una vita cristiana, che il mondo che è stato formato dai nostri tempi sovraindulgenti, fa richieste all’anima, sia nella religione che nella vita secolare che dovrebbero definirsi totalitarie. Questo è abbastanza facile da vedere nelle preoccupanti sette che hanno ricevuto tanta pubblicità negli anni recenti e che richiedono totale sottomissione ad un uomo che si è fatto santo da solo; ma è ugualmente chiaro nella vita secolare, dove ci si confronta non solo con una tentazione individuale qua o là, ma con un costante stato di tentazione che attacca l’uomo, che sia nella musica di sottofondo che si ode dovunque nei mercati e negli affari, o nelle indicazioni pubbliche e nei tabelloni pubblicitari delle strade delle città,  nella musica rock che viene portata persino nelle foreste e nei sentieri e nella casa stessa, dove la televisione diventa spesso il governate segreto della famiglia, dettando valori moderni, opinioni e gusti. Se si hanno bambini, si sa quanto ciò sia vero; quando hanno visto qualcosa alla televisione quanto sia difficile lottare contro questa nuova opinione che è stata data dalla televisione come da un’autorità.
Il messaggio di questa tentazione universale che oggi attacca gli uomini – del tutto apertamente nelle sue forme secolari, ma usualmente maggiormente nascosta nelle forme religiose – è: vivere per il presente, godersela, rilassarsi, essere a proprio agio. Dietro questo messaggio ce ne è un altro, sottotono più sinistro che è espresso apertamente solo nei paesi ufficialmente atei che sono, sotto questo rispetto, di un passo più avanti rispetto al mondo libero. In effetti, dovremmo comprendere che ciò che accade nel mondo oggi è molto simile sia che avvenga dietro la Cortina di Ferro sia che avvenga nel mondo libero. Ci sono differenti varietà di esso, ma c’è un attacco molto simile tendente ad impadronirsi della nostra anima. Nei paesi comunisti che hanno una dottrina ufficiale dell’ateismo, si dice proprio apertamente che si deve dimenticare Dio e qualsiasi altra vita al di fuori della presente; rimuovere dalla vita il timore di Dio e la riverenza per le cose sante; ritenere coloro che ancora credono in Dio nel modo  “all’antica” come nemici da sterminare. Si potrebbe prendere come simbolo dei nostri tempi irresponsabili, amanti del divertimento e adoratori di sé stessi la nostra “Disneyland” americana; se così, non dovremmo trascurare di guardare dietro ad essa mentre mostra dove si stia realmente dirigendo la “me generation”: il Gulag Sovietico, la catena di campi di concentramento che già governa la vita di quasi la metà della popolazione del mondo.

Due falsi approcci alla vita spirituale

Ma, mi si potrebbe chiedere, cosa ha che fare tutto questo con noi, che stiamo cercando di condurre, meglio che possiamo, una sobria vita cristiana ortodossa? Ha molto a che fare. Dobbiamo comprendere che la vita intorno a noi, per quanto sia anormale, è il luogo dove cominciamo la nostra vita cristiana. Qualunque cosa facciamo della nostra vita, qualunque contenuto veramente cristiano possiamo darle, essa ha ancora qualcosa del regno della “me generation” su di essa e dobbiamo essere abbastanza umili da vedere questo. Ecco dove cominciamo.
Ci sono due approcci falsi alla vita intorno a noi che molti oggi seguono, pensando che in qualche modo ciò sia quello che i cristiani ortodossi dovrebbero fare. Un approccio – il più comune – è di seguire semplicemente i tempi: adattarsi alla musica rock, alle mode ed ai gusti moderni ed a tutto il ritmo della nostra vita moderna eccitata dalla musica “jazz”. Spesso i genitori più all’antica avranno poco contatto con questa vita e vivranno la loro vita più o meno separatamente, ma sorrideranno a vedere che i loro figli seguono l’ultima stupidaggine moderna e penseranno che ciò sia senza danno.
Questo percorso è un totale disastro per la vita cristiana; esso è la morte dell’anima. Alcuni possono ancora condurre una vita esteriormente rispettabile senza combattere contro lo spirito dei tempi, ma internamente essi sono morti o morenti, e – la cosa più triste di tutte – i loro figli ne pagheranno il prezzo in vari disordini psichici e spirituali e in malesseri che diventano sempre più comuni. Uno dei membri principali del culto del suicidio che finì così spettacolarmente a Jonestown quattro anni fa era la giovane figlia di un prete greco ortodosso; gruppi rock satanici come KISS – “Kids in Satan’s Service” – sono composti da giovani provenienti dall’Ortodossia russa; la maggior parte dei membri del tempio di Satana a San Francisco, secondo una recente indagine sociologica – è composta di ragazzi ortodossi. Questi sono solo pochi casi di particolare impatto; gran parte della gioventù ortodossa non va a tal punto fuoristrada – essi semplicemente si mescolano col mondo anticristiano che li circonda e cessano di essere esempi per quelli intorno a loro di qualsiasi specie di Cristianesimo.
Questo atteggiamento è sbagliato. Il Cristiano deve essere differente dal mondo, soprattutto dallo strano mondo d’oggi e questa deve essere una delle basilari cose che egli riconosce come parte della sua educazione cristiana. Altrimenti non c’è nessun motivo per dirci cristiani – tanto meno cristiani ortodossi.
Il falso approccio, all’estremo opposto, è quello che si potrebbe denominare falsa spiritualità: mentre diventano sempre più ampiamente disponibili le traduzioni di libri ortodossi sulla vita spirituale ed il vocabolario ortodosso di lotta spirituale si diffonde sempre di più, si trova un numero crescente di persone che discutono dell’esicasmo, della preghiera di Gesù, della vita ascetica, di stati esaltati di preghiera così come dei santi Padri più esaltati, come S. Simeone il Nuovo Teologo, S. Gregorio Palamas e S. Gregorio il Sinaita. E’ molto bene essere consapevoli di questo lato veramente esaltato della vita spirituale ortodossa ed avere rispetto per i grandi santi che l’hanno veramente vissuta; ma, a meno che abbiamo una consapevolezza molto realistica e molto umile di quanto lontani noi tutti oggi siamo anche solo per avvicinarci ad essa, il nostro interesse in essa sarà soltanto un’espressione in più del nostro universo di plastica centrato su noi stessi. “La ‘me-generation’ diventa esicasta!” – questo è quello che alcuni stanno tentando di fare oggi; ma, in questo periodo, stanno solamente aggiungendo un nuovo gioco chiamato “esicasmo” alle attrazioni di Disneyland.
Ci sono ora libri su quest’argomento molto popolari. In effetti, i cattolici romani si stanno dando molto da fare per questo genere di cose per influenza ortodossa e stanno essi stessi influenzando altre persone ortodosse. Per esempio, c’è un prete gesuita, Padre George Maloney, che scrive ogni genere di libri su quest’argomento e traduce S. Macario il Grande e S. Simeone il Nuovo Teologo e tenta di far sì che la gente sia esicasta nella vita d’ogni giorno. Hanno tutti i generi di ritiro, usualmente “carismatici”; le persone sono ispirate dallo Spirito Santo, presumibilmente, ed intraprendono ogni genere di queste discipline che noi deriviamo dai Santi Padri e che sono ben oltre il livello a cui noi siamo oggi. E’ una cosa pochissimo seria. C’è anche una signora, Catherine de Hueck Doherty (in realtà è nata in Russia ed è diventata una cattolica romana), che scrive libri riguardo a Poustinia, la vita del deserto e Molchanie, la vita silenziosa e tutte queste cose che lei cerca di mettere nella vita come si potrebbe fare con qualche moda per un nuovo dolciume. Questo, naturalmente, è pochissimo serio ed è un segno molto tragico dei nostri tempi. Questa specie di cose esaltanti sono utilizzate da persone che non hanno idea alcuna di cosa si tratti. Per alcuni è soltanto un’abitudine o un passatempo; per altri, che la prendono seriamente, può essere una grande tragedia. Essi pensano di condurre una specie di vita esaltata e in realtà non si sono neppure relazionati con i loro problemi interiori.
Lasciatemi nuovamente  sottolineare che ambedue questi estremi devono essere evitati – sia la mondanità sia la super spiritualità – ma questo non significa che noi non dovremmo avere una consapevolezza realistica delle legittime richieste che il mondo ci fa, o che dovremmo cessare di rispettare e di prendere ben fondate istruzioni dai grandi Padri esicasti e di usare noi stessi la preghiera di Gesù, secondo le nostre circostanze e le nostre capacità. Questo semplicemente deve essere al nostro livello, rimanendo con i piedi per terra. Il punto è – ed è un punto assolutamente necessario per la nostra sopravvivenza come cristiani ortodossi oggi – che dobbiamo comprendere profondamente quali siano i tempi in cui viviamo, quanto poco in realtà conosciamo e percepiamo la nostra Ortodossia, quanto lontani siamo non soltanto dai santi dei tempi antichi, ma persino dal normale cristiano ortodosso di cento anni fa o anche di una generazione fa, e quanto dobbiamo umiliarci solamente per lottare oggi come cristiani ortodossi.

Cosa possiamo fare

Cosa possiamo fare , più specificatamente, per ottenere questa consapevolezza, questa realizzazione, e come possiamo farla fruttare nelle nostre vite? Tenterò di rispondere a questa domanda in due parti: primo, riguardo alla nostra consapevolezza del mondo intorno a noi, divenuto come mai prima nella storia della cristianità  il nostro  nemico cosciente; e, secondo, riguardo la nostra consapevolezza dell’Ortodossia, che, temo, molti di noi conosciamo molto meno di quanto dovremmo, molto meno di quanto dovremmo conoscerla se vogliano conservarla.
Primo, poiché, desiderandolo o meno, noi siamo nel mondo (e i suoi effetti sono sentiti persino in un luogo remoto come qui nel nostro monastero), dobbiamo affrontare lui e le sue tentazioni in maniera onesta e realistica, ma senza cedergli; in particolare dobbiamo preparare i nostri giovani per le tentazioni che essi dovranno affrontare e, per così dire, vaccinarli contro di esse. Dobbiamo essere pronti ogni giorno a rispondere all’influenza del mondo per mezzo dei principi di una solida educazione cristiana.
Questo significa che ciò che un bambino impara a scuola deve essere costantemente verificato e corretto a casa. Non possiamo dare per scontato che ciò che imparerà a scuola sia sicuramente qualcosa di utile o di secolare e che non ha niente a che fare con un’educazione ortodossa. Il ragazzo può imparare utili abilità e fatti (sebbene molte scuole in America oggi falliscano miserabilmente anche in questo; molti insegnanti ci dicono che tutto ciò che possono fare è tenere i ragazzi in classe in buon ordine senza insegnare loro nulla), ma persino se egli ha buoni risultati, impara molti erronei atteggiamenti e filosofie. L’attitudine basilare di un ragazzo ed il suo apprezzamento della letteratura, della musica, della storia, dell’arte, della filosofia, persino della scienza e naturalmente della vita e della religione non devono venire prima di tutto dalla scuola, poiché la scuola darà tutto questo mescolato con la filosofia moderna; deve venire prima dalla famiglia e dalla Chiesa o, altrimenti, il ragazzo è destinato ad essere male educato nel mondo d’oggi, dove l’educazione pubblica è, al meglio, agnostica e, al peggio, apertamente ateistica o anti-religiosa. Naturalmente, nell’Unione Sovietica tutto questo è imposto al ragazzo, con nessuna religione assolutamente ed un attivo programma per fare di lui un ateo.
I genitori devono sapere esattamente cosa s’insegna ai loro figli nei corsi educativi, che sono quasi universali nelle scuole americane odierne e devono correggerlo a casa, non solamente per mezzo di un atteggiamento franco verso questo soggetto (specialmente tra i padri e i figli – una cosa molto rara nella società Americana), ma anche evidenziando l’aspetto morale di quel che viene insegnato, fatto che è totalmente assente nell’istruzione pubblica.
I genitori devono anche sapere quale specie di musica i loro figli stiano ascoltando, cosa è contenuto negli spettacoli cinematografici che essi vedono, a quale specie di linguaggio essi siano esposti e quale specie di esso usino e a tutto questo devono saper dare un atteggiamento cristiano.
La televisione – nelle case in cui non c’è abbastanza coraggio da gettarla fuori della finestra – deve essere strettamente controllata e sottoposta a supervisione per evitare i velenosi effetti di questa macchina che è diventata il principale educatore ad atteggiamenti ed idee anti-cristiani nella casa stessa, specialmente per i più giovani.
Parlo riguardo all’educazione dei figli perché è qui che il mondo per prima cosa colpisce i cristiani ortodossi e li forma a sua immagine; una volta che siano stati formati nel fanciullo atteggiamenti sbagliati, il compito di dargli un’educazione cristiana diventa doppiamente difficile.
Ma non sono solamente ragazzi, siamo tutti noi, che stiamo affrontando il mondo che sta tentando di formarci nell’anti-cristianesimo per mezzo di scuole, televisione, cinema, musica popolare e tutte le altre influenze che si abbattono su di noi, soprattutto nelle grandi città.  Dobbiamo essere consapevoli che ciò che viene gettato su di noi è tutto di un pezzo; ha un certo ritmo, un certo messaggio da darci, il messaggio dell’adorazione di sé stessi, del rilassamento, del lasciare andare, del divertirsi, del lasciar perdere ogni pensiero sull’altro mondo, in varie forme, sia nella musica o negli spettacoli cinematografici, nella televisione o in ciò che viene insegnato nelle scuole; il modo in cui gli argomenti d’insegnamento ricevono enfasi, il modo in cui è dato il retroscena ed ogni altra cosa. C’è una cosa particolare che ci è stata data; essa è attualmente un’educazione all’ateismo. Dobbiamo combatterla conoscendo proprio ciò che il mondo sta cercando di farci, formulando e comunicando la nostra risposta cristiana ortodossa ad esso.
Francamente, se si osserva il modo in cui vivono  le famiglie ortodosse nel mondo d’oggi, soprassedendo alla propria Ortodossia, sembrerebbe che questa battaglia sia perduta più spesso che vinta. La percentuale di cristiani ortodossi che mantengono la loro identità ortodossa intatta e non si sono mutati a immagine del mondo moderno, è veramente piccola.
Nondimeno, non è necessario considerare il mondo attorno a noi come del tutto malvagio. Per la nostra sopravvivenza come cristiani ortodossi dobbiamo essere abbastanza intelligenti da usare per il nostro vantaggio qualunque cosa del mondo sia positiva. Qui percorrerò pochi punti dove possiamo usare qualcosa nel mondo che sembra non avere niente a che fare con l’Ortodossia allo scopo di formulare la nostra visione ortodossa del mondo .
Il ragazzo che è stato abituato fin dai primissimi anni alla buona musica classica ed ha visto la sua anima svilupparsi in essa, non sarà così tentato dal ritmo e dai messaggi crudi della musica “rock” e dalle altre forme contemporanee di pseudo-musica come qualcuno che sia cresciuto senza un’educazione musicale. Una tale educazione musicale, rifinisce l’anima e la prepara per ricevere le impronte dello Spirito.
Il ragazzo educato nella buona letteratura, nel teatro e nella poesia ed ha sentito il loro effetto sulla sua anima – cioè ha realmente goduto di esse -, non diventerà facilmente un devoto entusiasta dei film contemporanei, di programmi televisivi e di romanzi a buon mercato che devastano l’anima facendola deviare dal sentiero cristiano.
Il ragazzo che abbia imparato a vedere la bellezza nella pittura e nella scultura classiche non sarà attratto facilmente dalla perversità dell’arte contemporanea o dagli appariscenti prodotti della pubblicità e della pornografia moderne.
Il ragazzo che sa qualcosa della storia del mondo, specialmente nei tempi cristiani e sa come altri popoli siano vissuti ed abbiano pensato, che sa in quali errori e tranelli sono caduti i popoli a motivo dell’allontanarsi da Dio e dai suoi comandamenti, e quali vite gloriose ed influenti abbiano vissuto quando furono fedeli a Lui – comprenderà la vita e la filosofia dei nostri tempi e non sarà incline a seguire la prima nuova filosofia o modo di vita che incontra. Uno dei problemi basilari riguardo all’educazione dei fanciulli oggi è che nelle scuole non si dà più loro un senso della storia. E’ una cosa pericolosa e fatale privare un ragazzo di un senso della storia. Significa che egli non ha nessuna capacità di prendere esempi dalle persone che vissero nel passato. Difatti, la storia si ripete costantemente. Una volta compreso questo, diviene interessante come le persone abbiano risposto ai problemi, come ci furono persone che andarono contro Dio e quali risultati vennero da ciò e come le persone cambiarono le loro vite e diventarono casi di eccezione e diedero un esempio che vive ancora nei nostri giorni. Questo senso della storia è una cosa molto importante che dovrebbe essere comunicato ai fanciulli.
In generale, la persona che conosce bene i migliori prodotti della cultura secolare – che nell’Occidente quasi sempre ha precise implicazioni cristiane – ha una molto migliore possibilità di condurre una normale, fruttifera vita ortodossa rispetto a qualcuno che conosce solamente la cultura popolare d’oggi. Un convertito all’Ortodossia direttamente dalla cultura “rock” ed in generale chiunque pensi di poter combinare l’Ortodossia con quella specie di cultura – deve passare attraverso molta sofferenza ed ha davanti una difficile strada prima di diventare un cristiano ortodosso veramente capace di dare la fede agli altri. Senza questa sofferenza, senza questa consapevolezza, i genitori ortodossi educheranno i loro figli per essere divorati dal mondo contemporaneo. La miglior cultura del mondo, quando ricevuta propriamente, rifinisce e sviluppa l’anima; la cultura popolare d’oggi disabilita e deforma l’anima e le impedisce di avere una risposta piena e normale al linguaggio dell’Ortodossia.
Quindi, nella nostra battaglia contro lo spirito di questo mondo, possiamo usare le migliori cose che il mondo ha da offrire allo scopo di andare oltre esse; ogni cosa buona nel mondo, se solamente siamo abbastanza saggi da vederla, indica verso Dio, e verso l’Ortodossia e dobbiamo valerci di essa.

La visione ortodossa del mondo

Con un tale atteggiamento – una visione tanto delle cose buone che delle cattive nel mondo – è possibile per noi avere ed accrescere una visione ortodossa del mondo, vale a dire, una visione ortodossa dell’interezza della vita, non solamente su ristretti argomenti ecclesiastici. Esiste una falsa opinione, che disgraziatamente è troppo diffusa oggi, che sia sufficiente avere un’ortodossia limitata all’edificio della Chiesa e attività “ortodosse” formali, come pregare in momenti determinati o farsi il segno della croce; in ogni altra cosa, così si crede, si può essere come chiunque altro, partecipando nella vita e nella cultura dei nostri tempi senza alcun problema, purché non commettiamo peccato.
Chiunque abbia compreso quanto sia profonda l’Ortodossia e quanto sia pieno il coinvolgimento richiesto dal serio cristiano ortodosso e, contemporaneamente, quali richieste totalitarie faccia su di noi il mondo contemporaneo, vedrà facilmente quanto sia sbagliata quest’opinione. Si è Ortodossi sempre, ogni giorno, in ogni situazione della vita, oppure non si è ortodossi per nulla. La nostra Ortodossia è rivelata non solamente nelle nostre opinioni strettamente religiose, ma in ogni cosa facciamo e diciamo. Gran parte di noi non è assolutamente consapevole della responsabilità cristiana e religiosa che abbiamo per la parte apparentemente secolare delle nostre vite. La persona con una visione del mondo veramente ortodossa vive ogni parte della sua vita come ortodosso.
Chiediamoci dunque qui: come possiamo alimentare e sostenere nella nostra vita quotidiana questa visione ortodossa del mondo?
Il primo e più ovvio modo è di essere in contatto costante con le fonti del nutrimento cristiano, con ogni cosa la Chiesa ci dia per illuminarci e salvarci; gli offici ecclesiastici ed i Santi Misteri, la Sacra Scrittura, le vite dei Santi, gli scritti dei Santi Padri. Si devono leggere,naturalmente, libri che siano al proprio livello di comprensione ed applicare gli insegnamenti della Chiesa alle proprie circostanze nella vita, allora le opere sopra indicate possono essere fruttifere nel guidarci e nel cambiarci in un modo cristiano.
Spesso però queste basilari fonti cristiane non hanno il loro pieno effetto su di noi o non hanno assolutamente nessun effetto, perché non abbiamo il giusto atteggiamento cristiano verso di loro e verso la vita cristiana che si ritiene esse ispirino. Diciamo ora una parola qui riguardo a cosa il nostro atteggiamento dovrebbe essere se dobbiamo ottenere un reale beneficio da esse e se sono destinate ad essere per noi l’inizio d’una visione del mondo realmente ortodossa.
Prima di tutto, il nutrimento spirituale cristiano, per sua stessa natura, è qualcosa che vive e che sostiene; se il nostro atteggiamento verso di esso è semplicemente accademico e libresco, non riusciremo ad ottenere il beneficio che esso dovrebbe dare. Quindi, se leggiamo libri ortodossi o se siamo interessati all’Ortodossia semplicemente per ottenere informazioni, o per mostrare la nostra conoscenza degli altri, non comprendiamo l’argomento centrale; se siamo edotti riguardo ai comandamenti di Dio e alla legge della Sua Chiesa semplicemente per essere “corretti” e per giudicare la “non correttezza” degli altri, perdiamo l’argomento centrale. Queste cose non devono semplicemente avere effetto sulle nostre idee, ma devono toccare direttamente le nostre vite e devono cambiarle. In qualsiasi momento della grave crisi negli affari umani – come i momenti critici proprio di fronte a noi nel mondo libero – coloro che pongono la loro fiducia nella conoscenza diretta verso l’esterno, nelle leggi e nei canoni e nella correttezza, non potranno restare saldi. I forti saranno allora coloro la cui educazione ortodossa ha dato loro una sensibilità per ciò che è veramente cristiano, coloro la cui Ortodossia è nel cuore ed è capace di toccare altri cuori.
Niente è più drammatico che vedere qualcuno che è stato cresciuto nell’Ortodossia, che ha una certa idea del catechismo, che ha letto alcune vite dei Santi, che ha un’idea generale di cosa rappresenti l’Ortodossia, che comprende alcuni dei Sacri Offici e che poi è inconsapevole di cosa stia accadendo intorno a lui. Ed egli dà ai suoi figli questa vita in due categorie: una è il modo in cui vive gran parte della gente e l’altra è come vivono gli ortodossi la domeniche e quando leggono qualche testo ortodosso. Quando un ragazzo è cresciuto così, molto probabilmente non prenderà la categoria ortodossa; essa è destinata ad essere una parte molto piccola della sua vita, poiché la vita contemporanea è troppo attrattiva, troppe persone la seguono, essa è fin troppo parte della realtà odierna. Questo a meno che gli sia stato realmente insegnato come avvicinarsi ad essa, come difendersi contro i suoi cattivi effetti e come approfittare delle cose buone che sono nel mondo.
Quindi il nostro atteggiamento a cominciare proprio da adesso, deve essere a livello del suolo, nominale. Cioè dobbiamo applicarlo alle reali circostanze della nostra vita, non deve essere un prodotto della fantasia, un fuggire dalla realtà o un rifiuto di affrontare i fatti spesso spiacevoli del mondo intorno a noi. Una Ortodossia che sia troppo esaltata e troppo sulle nuvole sarebbe più a suo agio in una serra ed è incapace di aiutarci nella nostra vita di ogni giorno, per non dire della salvezza di quelli intorno a noi. Il nostro è un mondo crudele che ferisce le anime con la sua asprezza; abbiamo bisogno di rispondere per prima cosa con amore realistico e comprensione cristiana, lasciando  l’esicasmo e le forme avanzate di preghiera a quanti ne sono capaci.
Così pure, il nostro atteggiamento non deve essere centrato su noi stessi ma deve spaziare verso coloro che stanno cercando Dio e una vita divina. Oggigiorno, dovunque vi sia una comunità ortodossa consistente, la tentazione è di formarla in una società per la lode di sé stessi e nel compiacersi delle nostre virtù e dei nostri positivi risultati ortodossi: come la bellezza degli edifici delle Chiese e degli arredi ecclesiastici, lo splendore dei nostri Sacri Offici, persino la purezza della nostra dottrina. Ma la vera vita cristiana, sin dai tempi degli Apostoli, è sempre stata inseparabile dalla sua comunicazione agli altri. Una Ortodossia che è viva a motivo di questo stesso fatto illumina gli altri – e non c’è nessun bisogno di aprire un “dipartimento per le missioni” per fare questo; la vita della vera Cristianesimo si comunica senza  bisogno di questo. Se la nostra Ortodossia è soltanto qualcosa che teniamo per noi stessi e intorno a cui siamo eccessivamente orgogliosi, allora noi siamo semplicemente  morti che seppelliscono i morti – cosa che è precisamente lo stato di molte delle nostre parrocchie ortodosse al giorno d’oggi, persino di quelle che hanno un gran numero di giovani, se questi non riescono ad approfondire la loro fede. Non è abbastanza dire che i giovani vanno in Chiesa. Dobbiamo chiedere cosa essi ottengono in Chiesa, cosa prendono dalla Chiesa; e, se non fanno dell’Ortodossia una parte della loro vita intera, allora non è realmente sufficiente dire che vanno in Chiesa.
Parimenti il nostro deve essere un atteggiamento d’amore e di perdono. C’è una specie di durezza che si è insinuata nella vita ortodossa oggi: “Quell’uomo è un eretico; non andare vicino a lui”; “quello è Ortodosso, presumibilmente, ma non si può essere realmente sicuri”; “quello lì è ovviamente una spia”. Nessuno negherà che la Chiesa oggi sia circondata da nemici o che ci siano alcuni che si abbassano ad approfittare della nostra fiducia e confidenza. Ma questo è il modo in cui sono state le cose sin dal tempo degli Apostoli e la vita cristiana è sempre stata una specie di rischio in questo pratico modo. Ma persino se talvolta si approfitta di noi e dobbiamo avere delle cautele a riguardo, tuttavia non possiamo rinunciare al nostro basilare atteggiamento d’amore e fiducia senza il quale perdiamo una delle stesse fondamenta della nostra vita cristiana. Il mondo, che non ha nessun Cristo, può essere senza fiducia e freddo, ma i cristiani, al contrario, devono essere pieni d’amore ed aperti, altrimenti perderanno il sale di Cristo dentro di loro e diventeranno proprio come il mondo, buoni per niente tranne che per essere lasciati in disparte e calpestati.
Un po’ di umiltà nel guardare a noi stessi aiuta ad essere più generosi e a perdonare i difetti degli altri. Amiamo giudicare gli altri per la stranezza del loro comportamento; li chiamiamo “matti” o “pazzi convertiti”. E’ vero che dovremmo essere attenti alle persone realmente squilibrate che ci possono fare grande danno nella Chiesa. Ma quale serio cristiano ortodosso oggi non è un po’ “folle”? Noi non corrispondiamo alle strade di questo mondo; se lo facessimo, nel mondo di oggi, non saremmo cristiani seri. Il vero cristiano oggi non può sentirsi a casa nel mondo; non può evitare di sentirsi e di essere ritenuto dagli altri come un po’ “pazzo”. Il solo fatto di tenere in vita oggi l’ideale di un Cristianesimo non secolare o di essere battezzati da adulti o di pregare seriamente, è sufficiente esser messi in un ospedale psichiatrico in Unione Sovietica e in molti altri paesi e queste nazioni stanno indicando la strada affinché il resto del mondo la segua.
Quindi non dobbiamo avere paura di essere considerati un poco “pazzi” dal mondo e dobbiamo continuare a praticare l’amore ed il perdono cristiani che il mondo non potrà mai capire, ma di cui nel suo cuore ha bisogno e addirittura desidera.
Infine il nostro atteggiamento cristiano deve essere ciò che, non avendo una parola migliore, io definirei innocente. Oggi il mondo dà un alto valore alla sofisticazione, alla sapienza mondana, all’essere un “professionali”. L’Ortodossia non dà alcun peso a queste qualità; esse uccidono l’anima cristiana. E tuttavia s’insinuano costantemente nella Chiesa e nelle nostre vite. Quanto spesso si odono specialmente convertiti entusiasti esprimere il loro desiderio di andare nei grandi centri ortodossi, nelle cattedrali e nei monasteri dove talvolta si riuniscono migliaia di fedeli, dovunque vi sia una qualche importanza ecclesiale e si può percepire quanto sia realmente importante l’Ortodossia, dopo tutto. L’Ortodossia è una piccola goccia nel secchio quando si consideri l’intera società, ma in queste grandi cattedrali e monasteri ci sono tante persone che sembra che essa sia qualcosa di veramente importante. E quanto spesso si vedono queste stesse persone in uno stato pietoso, dopo che hanno soddisfatto il loro desiderio, ritornare dai “grandi centri Ortodossi” irritati e insoddisfatti, pieni di pettegolezzi di Chiesa e di critiche degne del mondo, ansiosi soprattutto di essere corretti ed appropriati e saggi d’una sapienza mondana riguardo alle politiche di Chiesa. In una parola, essi hanno perduto la loro innocenza, la loro separazione dal mondo, essendo stati condotti fuori strada dall’essere affascinati dal lato umano della vita di Chiesa.
In varie forme, questa è una tentazione per noi tutti, e dobbiamo lottare contro di essa per non permettendo a noi stessi di sopravvalutare gli affari esterni della Chiesa, ma ritornando sempre alla sola cosa necessaria: Cristo e la salvezza delle nostre anime da questa generazione folle. Non dovremmo ignorare ciò che accade nel mondo e nella Chiesa – in realtà, dobbiamo saperlo per noi stessi – ma la nostra conoscenza deve essere pratica e semplice e di una sola opinione, non sofisticata e seguace del mondo.

Conclusioni

E’ ovvio per qualsiasi cristiano ortodosso che sia consapevole di cosa accade oggi intorno a lui, che il mondo sta avvicinandosi alla fine. I segni dei tempi sono così ovvi che si potrebbe dire che esso stia crollando verso la sua fine.
Quali sono questi segni?
  • L’anormalità del mondo. Mai manifestazioni e comportamenti strani e non naturali sono stati accettati come cose naturali come nei nostri giorni. Semplicemente guardate al mondo che vi circonda: cosa c’è nei giornali, quale specie di spettacoli cinematografici sono mostrati, cosa si vede alla televisione, cosa la gente ritiene essere interessante e divertente, cosa essa deride; è assolutamente strano. E ci sono persone che deliberatamente promuovono tutto ciò, naturalmente per il proprio beneficio finanziario e perché è di moda, perché c’è un desiderio perverso per questo genere di cose.
  • Guerre e  di guerre, ognuna più fredda e spietata della precedente e su tutte l’incombere dell’inimmaginabile guerra nucleare universale, che potrebbe essere iniziata semplicemente schiacciando un pulsante.
  • I diffusi disastri naturali: terremoti ed ora vulcani – il più recente si sta formando non lontano da qui vicino allo Yosemite Park nella California centrale – che già stanno mutando le condizioni climatiche del mondo.
  • L’aumentare della centralizzazione dell’informazione e del potere sull’individuo, rappresentata in particolare dal nuovo enorme computer nel Lussemburgo che ha la capacità di tenere informazioni su ogni uomo vivente; il suo numero di codice è 666 ed è soprannominato “la bestia” da coloro che lavorano su di esso. Per facilitare il lavoro di tali computer il governo americano prevede di cominciare nel 1984 a concedere assegni di “Social Security” a persone con un numero (apparentemente inclusivo del codice 666) impresso sulla loro mano destra o sulla fronte – precisamente la condizione che prevarrà, secondo l’Apocalisse (cap. 13), durante il regno dell’Anticristo. Naturalmente non significa che la prima persona a ricevere la stampigliatura 666 sarà l’Anticristo od il suo servo ma, una volta che si è abituati a questo, che sarà in grado di resistere? Prima vi addestreranno e poi vi costringeranno ad inchinarvi davanti a lui.
  • Di nuovo il moltiplicarsi di falsi Cristi e di falsi Anticristi. L’ultimo candidato proprio quest’estate ha speso probabilmente milioni di dollari per pubblicizzare la sua imminente apparizione sulle televisioni del mondo, promettendo di dire a quel tempo “un messaggio telepatico” a tutti gli abitanti del mondo. Del tutto separatamente da qualsiasi potere occulto che possa essere coinvolto in tali eventi, noi conosciamo già abbastanza bene le opportunità per presentare messaggi subliminali offerte dalla radio e specialmente dalla televisione, come pure il fatto che questo può essere fatto da chiunque possieda la tecnologia per entrare nel normale segnale della radio e della televisione, non importa quante leggi ci possano essere contro di ciò.
  • La risposta veramente irresponsabile alla nuova pellicola intorno a cui tutti in America parlano e che tutti stanno vedendo: “E.T.” che ha fatto sì che letteralmente milioni di persone apparentemente normali esprimessero il loro affetto ed il loro amore per l’eroe, un “Salvatore” proveniente dallo spazio esterno che è proprio ovviamente un demonio – un’ovvia preparazione per l’adorazione dell’Anticristo che verrà. (E, incidentalmente, il curatore della rubrica degli spettacoli cinematografici del giornale ufficiale dell’Arcidiocesi Greca in America, un prete ortodosso, ha caldamente raccomandato questa pellicola agli ortodossi dicendo che è meravigliosa, che può essere di insegnamento riguardo all’amore e che ognuno dovrebbe vederla. C’è un certo contrasto tra le persone che stanno tentando di essere consapevoli di cosa stia accadendo e quelli che sono semplicemente portati nel sentimento dei tempi.)
Potrei continuare con dettagli come questo, ma il mio scopo è di non spaventarvi, ma di farvi invece consapevoli di cosa sta accadendo intorno a noi. E’ veramente più tardi di quanto noi pensiamo; l’Apocalisse è ora. E quanto è tragico vedere cristiani e soprattutto giovani ortodossi che hanno quest’incalcolabile tragedia che li sovrasta e che pensano di poter continuare ciò che è chiamato una “vita normale” in questi tempi terribili, partecipando pienamente ai capricci di questa generazione stupida ed adoratrice di sé, totalmente inconsapevole che il paradiso dei folli in cui stiamo vivendo sta per crollare, completamente impreparati per i tempi senza speranza che ci sono davanti. La questione ormai non è più quella di essere un cristiano ortodosso “buono” o “cattivo”; la questione ora è: la nostra fede sopravvivrà comunque? Per molti, essa non sopravvivrà; l’Anticristo che sta per venire sarà troppo attraente, troppo nello spirito delle cose del mondo che noi desideriamo avere, perché gran parte degli uomini anche solo sappia che con l’inchinarsi a lui essi hanno perso il loro essere cristiani.
Tuttavia la chiamata di Cristo viene a noi; cominciamo ad accorgerci di essa. La più chiara espressione di questa chiamata oggi sta venendo dal mondo ateo reso schiavo, dove c’è reale sofferenza per Cristo ed una serietà di vita che noi stiamo perdendo rapidamente o abbiamo già perduto. Un prete ortodosso in Romania, Padre Giorgio Calciu, è ora prossimo alla morte in una prigione comunista per avere osato sfidare giovani seminaristi e studenti a lasciar perdere la loro cieca fedeltà allo spirito dei tempi ed a farsi avanti a lavorare per Cristo. Dopo aver parlato della nullità dell’ateismo, egli dice ai giovani d’oggi: “Vi chiamo ad un volo molto più alto, all’abbandono totale, ad un atto di coraggio che sfida la ragione. Vi chiamo a Dio. Colui che trascende il mondo cosicché voi possiate conoscere un paradiso infinito di gioia spirituale, il paradiso che voi attualmente cercate pur nel vostro inferno personale e che cercate persino mentre siete in uno stato di non intenzionale rivolta… Gesù vi ha sempre amati; ma ora voi avete la possibilità di rispondere al suo invito. Rispondendo, ricevete l’ordine d’andare e di portare frutti che rimarranno. Di essere profeti di Cristo nel mondo in cui vivete. Di amare il vostro prossimo come voi stessi e di fare tutti gli uomini vostri amici. Di proclamare con ogni azione quest’amore unico e senza limiti che ha alzato l’uomo dal livello di servo a quello di amico di Dio. L’ordine dato ai profeti di quest’amore liberatorio che vi scioglie da ogni vincolo, ritornando alla vostra integrità nell’offrire voi stessi a Dio.”
Padre Giorgio, parlando ai giovani che avevano poca ispirazione di servire la Chiesa di Cristo perché avevano accettato l’opinione del mondo (comune anche tra noi nel mondo libero) che la Chiesa è solamente un complesso d’edifici ed un’organizzazione secolare, chiama loro e noi ad una più profonda consapevolezza della Chiesa di Cristo e a come il nostro stato formale di membri in essa non è sufficiente per salvarci.
“La Chiesa di Cristo è viva e libera. In lei noi ci muoviamo ed abbiamo il nostro essere, attraverso Cristo che è il suo capo. In lui abbiamo piena libertà. nella Chiesa impariamo della verità e la verità ci farà liberi. (Giovanni 8,32). Si è nella Chiesa di Cristo ogni volta che si risolleva qualcuno piegato dal dolore, o quando si danno elemosine al povero o si visitano gli ammalati. Si è in Cristo quando si grida: “Signore, aiutami.” Si è nella Chiesa di Cristo quando si è buoni e pazienti, quando si rifiuta di adirarsi con il fratello, persino se ha ferito i nostri sentimenti. Si è nella Chiesa di Cristo quando si prega: “Signore, perdonalo.” Quando si compie onestamente il proprio lavoro, ritornando a casa la sera stanchi ma con un sorriso sulle labbra; quando si ripaga il male con l’amore, si è nella Chiesa di Cristo. Non vedi dunque, giovane amico, quanto sia vicina la Chiesa di Cristo? Tu sei Pietro e Dio sta costruendo la Sua Chiesa su di te. Tu sei la roccia della Sua Chiesa contro la quale niente può prevalere….. Costruiamo chiese con la nostra fede, chiese che nessun potere umano può abbattere, una Chiesa le cui fondamenta sono Cristo…. Abbiate compassione per il vostro fratello accanto a voi. Non chiedetevi mai: “Chi è?” Dite piuttosto: “Non è uno straniero; è mio fratello. E’ la Chiesa di Cristo proprio come lo sono io.”
Con una tale chiamata nel cuore, dobbiamo cominciare ad appartenere realmente alla Chiesa di Cristo, la Chiesa Ortodossa. La partecipazione esteriore non è abbastanza; qualcosa deve muoversi dentro di noi che ci renda differenti dal mondo intorno a noi, persino se quel mondo si chiama “Cristiano” e persino “Ortodosso”. Teniamo ed alimentiamo queste qualità della autentica visione ortodossa del mondo che menzionai prima; un atteggiamento vivo, normale, pieno d’amore e di perdono, non centrato su sé stessi ma che preserva la nostra innocenza ed il nostro distacco dal mondo finanche con una consapevolezza piena ed umile del nostro essere peccatori e della forza delle tentazioni del mondo intorno a noi. Se viviamo veramente questa visione ortodossa del mondo, la nostra fede sopravvivrà agli scompigli davanti a noi e sarà una fonte d’ispirazione e di salvezza per coloro che staranno ancora cercando Cristo nel mezzo del naufragio dell’umanità che oggi è già cominciato.

Tratto da: The Orthodox Word, vol. 18, N°4 (105), Luglio-Agosto 1982, pp. 160-176.

1/31/2019

S.Marco Eugenico Metropolita di Efeso


 Questo luminare della fede ortodossa brillò durante l’oscura epoca in cui l’impero bizantino agonizzava, messo alle strette dalla rovina economica e pressato da ogni parte dall’invasione turca. Esso si trovava piazzato nella dolorosa alternativa:
1) cadere nelle mani degli infedeli e sparire come impero cristiano oppure
2) offrirsi all’orgogliosa dominazione degli eretici Latini, i quali non erano disposti ad accordar loro sostegno finanziario e militare se non al prezzo di una unione delle Chiese o piuttosto alla sottomissione dell’Ortodossia al papato.
In seno ad una pia famiglia di Costantinopoli, nel 1392, S. Marco ricevette una brillante educazione dai migliori maestri della capitale che, nonostante impoverita e spopolata, restava il centro culturale dal mondo cristiano. Egli divenne ben presto professore alla scuola patriarcale, ma abbandonò la carriera accademica, all’età di 26 anni, per divenire monaco in un piccolo monastero vicino Nicomedia. Lì cominciò un’intensa vita di ascesi e di preghiera, ma, sotto la minaccia dei Turchi, dovette ben presto ritornare a Costantinopoli, nel monastero di San Giorgio. Alla vita contemplativa e al servizio dei fratelli, aggiungeva lo studio dei santi Padri, redasse alcuni trattati dogmatici sulla linea di s. Gregorio Palamas e qualche opera di preghiera.
Malgrado il suo desiderio di rimanere nascosto, la sua scienza e la sua virtù gli attirarono la stima dell’imperatore Giovanni VII Paleologo (1425-1448) che stava preparando un gran concilio per l’unione con la Chiesa di Roma al fine di ottenere aiuto dal papa e dai principi europei. Fu per obbedienza al monarca che questo pio monaco esicasta, accettò di salire sulla tribuna della chiesa, di Essere consacrato metropolita di Efeso e di prender parte alla delegazione bizantina al titolo di rappresentanza dei Patriarchi di Gerusalemme, di Antiochia e di Alessandria e come esarca del concilio.
La delegazione, composta dall’imperatore e dal patriarca Giuseppe II, da 25 vescovi e da un seguito di 700 persone, si imbarcò per l’Italia con un grande slancio di entusiasmo. Tutto il mondo era convinto di realizzare rapidamente l’unione desiderata da tutti i Cristiani. S. Marco lungi dall’essere l’astro fanatico con cui viene soventemente presentato, patteggiava per questa speranza, senza pregiudizi verso i Latini, ma tenendosi fermo sulla rocca della fede. Per Lui, come per la maggior parte dei greci, non si poteva realizzare l’unione se non nel ritorno della Chiesa romana all’Unità nella verità, che essa aveva rotto a causa delle sue innovazioni.
Ma dal loro arrivo a Ferrara, il papa Eugenio e i suoi teologi mostrarono tutt’altra disposizione. Inizialmente da alcuni dettagli di protocollo, poi in maniera più evidente, essi trattarono i delegati bizantini come dei veri prigionieri, impedirono loro di uscire dalla città e ritardarono in maniera eccessiva la distribuzione delle sovvenzioni promesse per il soggiorno, tanto che alcuni vescovi furono costretti a vendere i loro effetti personali per potersi nutrire. Gli argomenti all’ordine del giorno erano i seguenti:
a) il dogma della processione dello Spirito Santo e la questione dell’aggiunta della formula «che procede dal Padre e dal Figlio (FILIOQUE)» al Simbolo di Fede;
b) l’esistenza del Purgatorio;
e) l’uso del pane non lievitato (azzimo) per la Liturgia Latina, e la questione della consacrazione dei SANTI DONI con le sole parole dell’ISTITUZIONE (Latini: solo «mangiate e bevete») senza l’invocazione del Santo Spirito (epiclesi);
d) il primato del Papa.
Poiché i Latini si trovavano in maggioranza schiacciante, per cui tutti i voti sulle questioni dogmatiche avrebbero visto la loro opinione vincente in anticipo, l’imperatore e il patriarca ritardarono l’apertura del dibattito sulle questioni fondamentali, al fine di procedere con un diverso modulo di scrutinio. In attesa, si decise di discutere sulla secondaria questione del purgatorio. In risposta agli argomenti dei teologi latini, S. Marco prese la parola in nome della chiesa ortodossa dicendo: «Certo le anime dei defunti possono beneficiare di un certo “PROGRESSO”  così come i dannati di un relativo “SOLLIEVO”  della loro sorte, grazie alle preghiere della Chiesa e alla misericordia infinita di Dio; ma l’idea di un castigo prima dell’Ultimo Giudizio e di una purificazione attraverso un fuoco materiale, è completamente estranea alla tradizione della Chiesa». Si constatò ben presto che due differenti mondi si affrontavano e che ogni discussione dottrinale arrivava necessariamente ad un vicolo chiuso.
Le settimane trascorrevano senza alcun progresso. Avendo i litigi interrotto la discussione sul Purgatorio, si passò alla questione scottante dell’aggiunta arbitraria del FILIOQUE nel CREDO latino. Il metropolita di Efeso elevò a nuovi fermenti la voce della coscienza della Chiesa: «Il Simbolo di Fede deve essere conservato intatto, come alla sua origine. Tutti i santi dottori della Chiesa, come tutti i Concili e tutte le Scritture, ci mettono in guardia contro gli eterodossi, devo io, malgrado ciò che affermano queste autorità, seguire quelli che ci incitano ad unirci dietro una facciata di falsa unione, essi che hanno adulterato il Santo e Divino Simbolo e introdotto il Figlio come causa seconda del Santo Spirito?».
Dopo 7 mesi di sterile attesa e di vane chiacchiere, il papa Eugenio IV fece trasferire il Concilio a Firenze. Una volta installati, si decise di affrontare la questione dogmatica. Lo spirito costantemente fissato in Dio e purificato dalla preghiera, S. Marco poté esporre, con chiara sobrietà la dottrina delle Scritture e dei Santi Padri sulla «processione» del Santo Spirito. Quando i teologi latini presero la parola, essi annoiarono l’uditorio con sedute interminabili, sottilizzando su argomenti vani, sostenuti da un punto di partenza razionale e con innumerevoli citazioni dei Padri tirate fuori dal loro vero contesto e falsamente interpretate. Il combattimento assomigliava a quello di Davide contro Golia (I Sam. 17-32).
Durante tutto questo tempo, il metropolita di Nicea, Bessarione e quello di Kiev, Isidoro, erano divenuti partigiani accaniti dell’unione. Ciò sia per ambizioni personali (essi dovevano in effetti in seguito divenire ambedue cardinali del Papa), sia per l’antica ostilità della corrente umanista contro l’esicasmo e il monachesimo, rappresentati da S. Marco. Essi si ingegnavano, dietro le quinte, a convincere gli altri prelati che i Latini non erano separati dalla verità e che la loro dottrina sul Santo Spirito non era eretica ma che avevano soltanto sviluppato l’insegnamento tradizionale nel loro proprio linguaggio.
Prostrati da un lungo oziaggio, dalla mancanza di sussidi e dall’alterigia dei Latini, inquieti sulle sorti della capitale minacciata e sentendosi presi in trappola, i vescovi si lasciarono a poco a poco guadagnare dalla causa di una unione di compromesso, per la quale l’imperatore e il patriarca non cessavano di fare pressione. Il dibattito dogmatico culminava ormai in un vicolo cieco, come tutte le altre discussioni, per cui lo si voleva far finire, liberi di ritrattare tutto una volta rientrati in terra bizantina. Ma, malgrado le pressioni e le ingiurie dei suoi avversari, S. Marco, restando inflessibile dichiarò: «Non è permesso raggiungere compromessi in materia di fede».
Egli aveva compreso che era inutile opporsi con la parola ai sofismi (ragionamenti) dei Latini, e poiché il dissenso andava crescendo tra i bizantini, decise di ritirarsi dalla lotta e di mostrare la sua disapprovazione soffrendo in silenzio. I Latini presero allora sicurezza, rifiutarono essi stessi il compromesso e pretesero il riconoscimento dai Greci del FILIOQUE e l’adozione di alcuni dei loro usi liturgici. Le ultime resistenze della coscienza dei Greci erano state vinte sotto l’ordine dell’imperatore, e tutti firmarono finalmente il decreto della ipocrita Unione. Di Unione, non si poteva in effetti parlare poiché quando venne celebrata la liturgia solenne, avanti al papa e a tutto il Concilio, il 16 luglio 1439, venne letto certamente il decreto nelle due lingue, ma alcuni Greci non si comunicarono e le due delegazioni, situate da una parte e dall’altra dell’altare, non si scambiarono il bacio di pace.
S. Marco era stato il solo a rifiutarsi di firmare. Allorché il papa Eugenio IV lo apprese, esclamò: «Il vescovo di Efeso non ha firmato, allora noi non abbiamo concluso niente!». Egli convocò il Santo e voleva farlo condannare come eretico; ma, grazie alla protezione dell’imperatore, costui poté rientrare a Bisanzio con il resto della delegazione.
Arrivando a Costantinopoli, dopo 17 mesi di assenza, gli artefici dell’ipocrita unione, furono ricevuti dal disprezzo e dalla riprovazione generale del clero e di tutta la popolazione. L’assemblea dei credenti, il popolo santo, ilsacerdote reale (I Pietro 2,9), che è portatore della pienezza della verità e resta il criterio ultimo della validità dei concili, cioè il popolo, rigettò lo pseudoconcilio di Firenze e disertò le Chiese di chiunque fosse in comunione con gli unionisti, salutando invece, S. Marco come un nuovo Mosè, come il confessore della Fede e come la colonna della Chiesa. Uscendo dal suo silenzio, il Santo iniziò allora una campagna contro l’Unione o meglio una campagna per ristabilire l’unità della Chiesa Ortodossa con la sua predicazione ed i suoi scritti, così come con le sue lacrime e le sue preghiere. Egli disse: «Io sono convinto che quanto più mi allontano da essi (gli unionisti), tanto più mi avvicino a Dio e a tutti i Santi, e quanto più mi separo da essi tanto più mi unisco alla verità». Quando si procedette all’elezione del nuovo patriarca, Metrofane, il Santo dovette fuggire da Costantinopoli per evitare la concelebrazione forzata con lui, e si recò nella sua diocesi, Efeso. Ma anche lì egli si scontrò con gli unionisti e ripartì, sperando di trovare rifugio al Monte Athos, ma lungo la strada venne arrestato e mandato, per ordine dell’imperatore, in residenza forzata nell’isola di Lemno. Liberato nel 1442, ritornò nel suo monastero, da dove egli continuò la lotta fino al suo ultimo respiro (23 giugno 1444). Sul letto di morte S. Marco il Confessore affidò la fiamma dell’Ortodossia al suo antico discepolo Giorgio Scolarios, che per un attimo si era lasciato coinvolgere dalla causa dell’Unione ma si era ben presto pentito. Costui divenne un ardente difensore della Fede e fu il primo patriarca di Costantinopoli dopo la presa della città, sotto il nome di Ghennadio.
Essendo la crociata delle potenze europee, sollevata dal Papa, penosamente fallita all’epoca della disfatta di Varna (10 novembre 1444) niente poteva più ostacolare l’offensiva turca. Per disperazione di causa, si riuscì a fare proclamare ufficialmente l’Unione a Costantinopoli, nel dicembre 1452, ma senza ottenere l’aiuto sperato dall’Occidente. Finalmente, dopo la presa di Costantinopoli, il 29 maggio 1453, l’ipocrita Unione delle Chiese si consumò sotto la cenere e le macerie della città terrestre, lasciando la Fede Ortodossa vivente e inalterata per la salvezza del popolo cristiano.
Per le preghiere del nostro Santo Padre Marco, Signore Gesù Cristo, abbi pietà di noi. Amìn.
Da: “IL SINASSARIO. Vite di Santi Ortodossi”, Dall’opera grande composta da Macario,
monaco atonita di Simonos-Pétras (Monte Athos) – Traduzione dal francese di Ermi.
Dall’“Editions To Perivoli Tis Panaghiàs Thessalonique (1987/1996)” –
Edizioni ΟΡΘΟΔΟΞΙΑ, Macchia Albanese (Makji) – 2003.

12/19/2018

OFFICIO DELLA SANTA COMUNIONE


Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per le preghiere della tua Purissima Madre e di tutti i santi abbi pietà di noi. Amen.
Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.
Preghiera al santo Spirito 
Re celeste, Consolatore, Spirito della verità, che sei ovunque presente e tutto ricolmi, Scrigno dei beni e Dispensatore di vita, vieni e dimora in noi, e purificaci da ogni macchia e salva, o Buono, le nostre anime.
Trisagio
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi.
(Si ripete 3 volte, facendo il segno di Croce e prosternandosi profondamente fino alla cintola)
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Preghiera alla Tuttasanta Trinità
Santissima Trinità, abbi pietà di noi; Signore, sii clemente con i nostri peccati; Sovrano, perdona le nostre iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità, in grazia del tuo Nome.
Kyrie, eleison (3 volte). 
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Preghiera del Signore
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, così sulla terra; dacci oggi il nostro pane essenziale; e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno. Amen.
Kyrie elèison. (12 volte)
Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Venite, adoriamo il re, nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Venite, adoriamo Cristo, il re e nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Venite, adoriamo Cristo stesso, il re e nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Salmo 22
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.
Salmo 23
Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti. È lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita. Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo. Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore forte e potente, il Signore potente in battaglia. Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore degli eserciti è il re della gloria.
Salmo 115
Ho creduto anche quando dicevo: "Sono troppo infelice". Ho detto con sgomento: "Ogni uomo è inganno". Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore, davanti a tutto il suo popolo. Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli. Sì, io sono il tuo servo, Signore, io sono tuo servo, figlio della tua ancella; hai spezzato le mie catene. A te offrirò sacrifici di lode e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore e davanti a tutto il suo popolo, negli atri della casa del Signore, in mezzo a te, Gerusalemme. Alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia, alleluia, alleluia, gloria a te o Dio. (3 volte)
Kyrie eleison. (3 volte)
Tropari, Tono 6°
Trascura le mie iniquità, o Signore nato da una Vergine, e purifica il mio cuore, facendone un tempio del tuo corpo e del tuo sangue purissimo, non rigettarmi davanti al tuo volto, tu la cui misericordia non ha misura.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.
Come oserò, io indegno, di avvicinarmi a te con coloro che ne sono degni, il mio vestito mi tradirà, perché non è un abito adatto a un convito di nozze, e attirerà una sentenza di condanna alla mia anima molto peccatrice. Signore, purifica la mia anima dalle sue sozzure, e salvami, quale amico degli uomini.
E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
O Madre di Dio, innumerevole è il numero dei miei peccati: io mi rifugio presso di te, o pura, cercando la salvezza. Visita la mia anima malata e prega il tuo Figlio, nostro Dio, di accordarmi il perdono di tutto ciò che ho fatto di male, o tu sola benedetta.
Il Santo e Grande Sabato si aggiunge: Quando alla cena i gloriosi discepoli erano illuminati, nel momento della lavanda dei piedi, l'empio Giuda, malato di cupidigia, entrava nelle tenebre e consegnava a giudici iniqui te, il solo giudice. Uomo che accumuli dei beni, considera che è per questo che egli si è impiccato: fuggi l'avidità che ha osato un tale crimine contro il proprio Maestro. O Signore buono verso tutti, gloria a te!
Salmo 50
Abbi misericordia di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia e secondo la moltitudine delle tue indulgenze cancella il mio delitto. Lavami del tutto dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. Perché io conosco la mia iniquità e il mio peccato davanti a me è sempre. Contro te solo ho peccato e il male davanti a te ho fatto, così che tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e vinca quando sei giudicato. Ecco che nelle iniquità sono stato concepito e nei peccati mi ha concepito mia madre. Ecco, la verità hai amato, le cose occulte e i segreti della tua sapienza mi hai manifestato. Mi aspergerai con issopo e sarò purificato, mi laverai e sarò fatto più bianco della neve. Mi farai udire esultanza e gioia, esulteranno le ossa umiliate. Distogli il tuo volto dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere. Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me. Rendimi l'esultanza della tua salvezza e confermami con lo spirito sovrano. Insegnerò agli iniqui le tue vie e gli empi a te ritorneranno. Liberami dal sangue versato, o Dio, Dio della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con esultanza la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca annuncerà la tua lode. Certo, se tu avessi voluto un sacrificio lo avrei dato: di olocausti non ti compiacerai. Sacrificio a Dio è uno spirito contrito: un cuore contrito e umiliato Dio non lo disprezzerà. Benefica, Signore, nel tuo compiacimento Sion e siano riedificate le mura di Gerusalemme. Allora ti compiacerai del sacrificio di giustizia, dell'oblazione e di olocausti; allora offriranno vitelli sul tuo altare.

Canone della Santa Comunione
Ode 1ª, Tono 2°
Irmo: Venite, popoli, cantiamo un inno a Cristo Dio, che ha diviso il mare e condotto il popolo che aveva liberato dalla schiavitù degli egizi, poiché si è coperto di gloria.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
Che il tuo santo corpo divenga per me un pane di vita eterna, misericordioso Signore, e il tuo sangue prezioso la guarigione dei miei mali.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me.
Macchiato da opere insensate, infelice che io sono, sono indegno di comunicare al tuo corpo purissimo e al tuo sangue preziosissimo. O Cristo, rendimene degno!
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Sposa benedetta di Dio, terra fertile in cui, senza coltivazione, è germogliata la spiga, salvezza del mondo, rendimi degno di mangiarla per essere salvato!
Ode 3ª
Irmo: Avendomi confermato sulla pietra della fede, mi hai fatto aprire la bocca contro i miei nemici. Perché il mio spirito si rallegra cantando: non vi è nessun santo come il nostro Dio, non vi è nessun giusto oltre a te, o Signore.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
O Cristo, concedimi di versare lacrime che cancellino le macchie del mio cuore, affinché, purificata la coscienza, mi avvicino con fede e timore alla comunione dei tuoi doni divini.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me.
Che il tuo corpo purissimo e il tuo preziosissimo sangue siano per me remissione dei miei peccati, comunione al santo Spirito per la vita eterna, o amico degli uomini. E che siano allontanati da me dolori e tribolazioni.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
O tuttasanta, tavola del pane della vita, che disceso dall'alto ha donato al mondo, nella sua misericordia, una vita nuova, concedimi ora, indegno come sono, di gustarne con timore e di vivere.
Ode 4ª
Irmo: Non è né un intermediario, né un angelo colui che è nato dalla Vergine, ma tu stesso, Signore incarnato, e tu hai salvato interamente me uomo. Perciò ti grido: cancella anche le mie trasgressioni.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
Guarisci le piaghe della mia anima, o Signore, e santificami interamente. Rendimi degno, o Maestro, di comunicare alla tua mistica cena, anche se sono miserabile.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
O nostra Signora, supplica per me colui che è uscito dal tuo seno, rendi il tuo servo senza macchia e senza biasimo, affinché avendo ricevuto la perla spirituale egli sia santificato.
Ode 5ª
Irmo: Signore, datore di luce e creatore dei secoli, conducimi alla luce dei tuoi comandamenti; poiché noi non conosciamo altro Dio che te.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
Che avvenga con il tuo povero servo, o Cristo, come hai predetto. Dimora in me come hai promesso: perché ecco che io mangio il tuo corpo divino e bevo il tuo sangue prezioso.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me.
Verbo di Dio e Dio, che il carbone ardente del tuo corpo sia l'illuminazione dell'ottenebrato quale io sono, e il tuo sangue la purificazione della mia anima insozzata.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Maria, Madre di Dio, venerabile tabernacolo, fa' di me con le tue preghiere un vaso d'elezione, perché io prenda parte alla santificazione del tuo Figlio.
Ode 6ª
Irmo: Dal più profondo dell'abisso dei miei peccati, invoco l'abisso insondabile della tua misericordia, liberami dalla corruzione, o Dio.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
Santifica il mio spirito, la mia anima e il mio cuore, cosi come il mio corpo, o Salvatore; e rendimi degno, o Signore, di avvicinarmi senza condanna, ai tuoi terribili misteri.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me.
Che io divenga estraneo alle passioni, che ottenga una crescita nella grazia e la stabilità nella mia vita per la comunione ai tuoi santi misteri, o Cristo.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Dio Santo, Verbo di Dio, santificami totalmente quando mi avvicino ai tuoi divini misteri, per le preghiere della tua santa Madre.
Contacio, Tono 2°
O Cristo non mi disprezzare perché ricevo il pane che è il tuo corpo, e il tuo divino sangue. O Maestro, che il ricevere i tuoi purissimi e tremendi misteri non mi torni a condanna, infelice qual sono, ma che sia per me un pegno per la vita eterna.
Ode 7ª
Irmo: I fanciulli pieni di sapienza, non adorarono l'idolo d'oro, ma entrarono spontaneamente nella fiamma e non si curarono degli dèi stranieri; in mezzo alle fiamme essi invocarono e l'angelo li asperse con la rugiada; la preghiera delle vostre labbra è stata accolta.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
O Cristo, che la comunione ai tuoi immortali misteri mi sia ora fonte di bene, luce, vita, vittoria sulle passioni, che mi aiuti a progredire nella virtù più divina, affinché glorifichi te, il solo buono.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me.
O Amico degli uomini, accostandomi ora con timore, amore e pietà a te e ai tuoi immortali e divini Misteri, che io sia liberato dalle passioni, dai nemici, dalle necessità e da ogni afflizione, per cantarti: tu sei benedetto, o Signore, Dio dei nostri padri.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
O tutta colma della divina grazia, che, in un modo che supera l'intelligenza, hai messo al mondo il Cristo Salvatore, tu che sei pura mentre io sono il tuo servo impuro che desidera ora avvicinarsi ai purissimi misteri, purificami totalmente dalle lordure della carne e dello spirito.
Ode 8ª
Irmo: Quel Dio che discese nella fornace ardente vicino ai fanciulli ebrei e che cambiò la fiamma in rugiada, voi, tutte sue opere, cantatelo come vostro Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
Rendi degno ora, o Cristo, me che ho perduto ogni speranza, di partecipare ai tuoi misteri celesti, temibili e santi e alla tua mistica cena.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me.
O mio Dio Salvatore, rifugiandomi presso la tua misericordia, poiché tu sei buono, io mi rivolgo a te con timore: prendi dimora in me, e io, come tu hai detto, fa' che dimori in te. Perché ecco che confidando nella tua misericordia, io mangio il tuo corpo e bevo il tuo sangue.
Benediciamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, il Signore.
Ricevendo il fuoco, ho paura di bruciare come la cera e l'erba. O terribile mistero! O misericordia di Dio! Come fuoco, posso ricevere il tuo corpo e il tuo sangue e posso essere reso immortale?
Ode 9ª
Irmo: Il Figlio del Padre eterno, Dio e Signore, si è incarnato da una vergine e ci è apparso, per illuminare coloro che sono nelle tenebre, per radunare coloro che sono dispersi; è per ciò che noi magnifichiamo la Madre di Dio, degna di ogni lode.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
E' il Cristo: gustate e vedete, è il Signore. È venuto un tempo fra di noi e si è offerto vittima al proprio Padre, ma non cessa di essere immolato per santificare coloro che si comunicano.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me.
Possa io essere santificato nell'anima e nel corpo, o Maestro, possa io essere illuminato, possa io essere salvato, possa io diventare la tua dimora per la comunione ai tuoi santi misteri, avendoti ricevuto in me con il Padre e lo Spirito, o mio benefattore pieno di misericordia.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.
Che il tuo corpo e il tuo sangue preziosissimo mi siano come un fuoco e una luce che brucia la natura peccatrice, consumando le spine delle mie passioni, illuminandomi tutto intero, perché io adori la tua divinità.
E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
O nostra Signora, Dio ha preso corpo dal tuo sangue purissimo: perciò ogni gente ti canta; e le moltitudini degli esseri ragionevoli ti glorificano, perché hanno visto chiaramente che colui che ha preso da te la natura umana è il maestro di ogni cosa.
Degno davvero è dir di te beata, la Madre di Dio semprebeata, tuttaimmacolata e Madre del nostro Dio. Più insigne dei cherubini e senza confronto più gloriosa dei serafini, senza corruzione hai partorito Dio Verbo: te, la vera Madre di Dio, noi magnifichiamo.
Al mattino del giorno della Santa Comunione
Per le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi misericordia di noi. Amen.
Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.
Re celeste, Consolatore, Spirito della verità, che sei ovunque presente e tutto ricolmi, scrigno dei beni e dispensatore di vita, vieni, e dimora in noi, e purificaci da ogni macchia, e salva, o Buono, le nostre anime.
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: abbi misericordia di noi. (3 volte)
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Tuttasanta Trinità, abbi misericordia di noi; Signore, cancella i nostri peccati; Sovrano, perdona le nostre iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità a causa del tuo nome.
Kyrie elèison. (3 volte)
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così sulla terra; dacci oggi il nostro pane quotidiano; e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno. Amen.
Kyrie elèison. (12 volte)
Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Venite, adoriamo il re, nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Venite, adoriamo Cristo, il re e nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Venite, adoriamo Cristo stesso, il re e nostro Dio, e prosterniamoci a lui.
Tropario del giorno o della festa, oppure del santo. Poi:
Abbi misericordia di noi, Signore, abbi misericordia di noi, mancando di ogni discolpa, noi peccatori ti offriamo questa preghiera, o sovrano: abbi misericordia di noi.
Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
Signore, abbi misericordia di noi: in te confidiamo. Non adirarti oltremodo con noi e non tenere a mente le nostre iniquità, ma guarda su di noi anche ora, qual benigno, e riscattaci dai nostri nemici: sei tu il nostro Dio, e noi il popolo tuo, tutti opera delle tue mani, e invochiamo il tuo nome.
E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Aprici le porte della misericordia, benedetta Madre di Dio; sperando in te non periamo, ma siamo liberati per mezzo tuo dalle sciagure: tu sei infatti la salvezza della stirpe dei cristiani.
Poi si termina con: Kyrie eleison. (40 volte, aggiungendo anche metanie).
Tu che ti appresti a gustare il corpo del Signore, avvicinati con timore, per non bruciarti: è un fuoco!
Per bere il sangue della comunione, riconciliati prima con coloro che ti hanno offeso, allora soltanto osa gustare il mistico nutrimento.
Prima di comunicarti alla vittima mistica, il vivificante corpo del Signore, prega così con timore:
1. Preghiera di San Basilio il Grande
Signore Gesù Cristo, nostro Dio, fonte di vita e d'immortalità, creatore dell'universo visibile e invisibile, Figlio coeterno di un Padre senza inizio, e che sei tu stesso senza inizio: tu che, in un eccesso di bontà, in questi ultimi tempi prendesti carne: tu che sei stato crocifisso e sepolto per noi, ingrati e insensibili che noi siamo, che hai con il tuo proprio Sangue rinnovato la nostra natura corrotta dal peccato: tu stesso Re immortale, accetta la penitenza di me peccatore, inchina verso di me il tuo orecchio e ascolta ciò che ti sto per dire. Ho peccato, o Signore, ho peccato contro il cielo e contro te, e non sono degno di alzare gli occhi verso la tua gloria superna, perché ho irritato la tua bontà, violando le tue leggi, e non obbedendo ai tuoi comandamenti. Ma tu, o Signore, sei paziente, longanime e molto misericordioso; così attendendo molto pazientemente la mia conversione, non mi hai lasciato perdere dietro ai miei peccati. O amico degli uomini, hai detto tu stesso, attraverso il tuo profeta: in nessun modo voglio la morte del peccatore, ma che si converta e che viva. Tu non vuoi, o Signore, perdere l'opera delle tue mani, e non ti rallegri della rovina degli uomini, ma desideri che tutti siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. Anch'io che sono indegno e del cielo e della terra e anche di questa vita passeggera, io che sono sottomesso interamente al peccato e che sono stato schiavo delle mie passioni, io che ho imbrattato la tua immagine, ma che sono tuttavia opera tua e formato da te, non dispero della mia salvezza, per quanto io sia miserabile, perché sono fiducioso nella tua misericordia senza limiti e mi avvicino a te. Ricevimi dunque, o Cristo, amico degli uomini, come la donna peccatrice, il ladrone, il pubblicano e il figliol prodigo e liberami dal pesante fardello dei miei peccati. Tu che togli i peccati del mondo e che guarisci le malattie degli uomini, tu che chiami e conforti coloro che soffrono e che sono affranti, tu che sei venuto a chiamare alla penitenza non i giusti ma i peccatori, purificami da ogni sozzura del corpo e dello spirito. Insegnami a fare opere sante, nel tuo timore. Allora, avendo per me la buona testimonianza della mia coscienza, e ricevendo una particella dei tuoi sacri doni, io sarò unito al tuo corpo e al tuo sangue e t'avrò in me, abitante e dimorante con il Padre e con il santo Spirito. Sì, Signore Gesù Cristo, mio Dio! Che la comunione ai tuoi purissimi e vivificanti misteri non sia per me il mio giudizio e la mia condanna e che non divenga malato d'anima e di corpo se vi partecipo indegnamente. Ma accordami di ricevere sempre fino al mio ultimo respiro questa particella dei tuoi santi doni senza incorrere nella condanna: e che essa sia per me la comunicazione del santo Spirito, un viatico per la vita eterna, un'accettabile giustificazione davanti al tuo tremendo tribunale, affinché con tutti i tuoi eletti, anch'io possa partecipare dei beni incorruttibili che hai preparato, Signore, per coloro che ti amano, e tra i quali sei glorificato nei secoli. Amen.
2. Preghiera di San Giovanni Crisostomo
Signore mio Dio, so di non essere degno, né preparato a che tu entri sotto il tetto della mia anima, perché sono interamente vuoto e in rovina, e tu non hai in me un luogo conveniente dove riposare il tuo capo. Ma dal momento che proprio per noi sei disceso dall'alto e ti sei umiliato, scendi ora fino alla mia bassezza. Dal momento che ti sei compiaciuto di essere deposto in una grotta e in una mangiatoia per animali irrazionali, entra nella greppia della mia anima irragionevole e del mio corpo insozzato. E come hai voluto entrare e mangiare insieme ai peccatori nella casa di Simone il Lebbroso, degnati di entrare nella casa della mia anima lebbrosa e peccatrice. E come non hai rigettato colei che era simile a me, la cortigiana e la peccatrice, quando si avvicinò a te e ti toccò, cosi sii misericordioso con me peccatore che mi avvicino e ti tocco. E come non hai avuto in abominio la sua bocca insozzata e maledetta quando ti baciò, cosi non rifiutare come abominevole la mia bocca che è più sporca e maledetta della sua, né le mie labbra infami, impure e profane, né la mia lingua ancor più impura. Ma che il carbone ardente del tuo corpo santissimo e del tuo preziosissimo sangue siano per me santificazione, illuminazione, santità della mia anima e del mio corpo, per il sollievo delle mie numerose trasgressioni e per una protezione contro ogni influenza del demonio. Che siano allontanate le mie malvagie e nefaste abitudini e che sia un baluardo per l'annientamento delle mie passioni, il compimento dei tuoi comandamenti, la moltiplicazione della tua divina grazia, e l'ammissione al tuo Regno. Perché io non mi avvicino a te, o Cristo Dio, con negligenza, ma con confidenza nella tua ineffabile bontà per paura che completamente privato della comunicazione con te, io non sia rapito dal vorace diabolico lupo. Cosi io ti prego, perché tu sei il solo Santo, Signore, santifica la mia anima e il mio corpo, il mio spirito e il mio cuore, i miei reni e le mie viscere, rinnovami completamente, infondi il tuo timore nelle mie membra, e fa' che la tua santificazione dimori in me. Sii il mio soccorritore e il mio protettore, dirigendo la mia vita nella pace, e rendimi degno di essere posto alla tua destra con i tuoi santi, per l'intercessione e le preghiere della tua purissima madre, delle potenze incorporee e di tutti i puri che ti servono e di tutti i santi che ti sono stati graditi fin dall'inizio dei secoli. Amen.
3. Preghiera di San Simeone il Metafraste
Signore, solo puro e senza macchia, tu che nell'indicibile compassione del tuo amore per gli uomini, hai preso la nostra natura tutta intera dal sangue puro e virginale di colei che ti ha partorito, per l'opera dello Spirito divino e per la condiscendenza dell'Eterno Padre, Cristo Gesù, sapienza di Dio, sua pace e sua potenza, che ti sei degnato di aggravare la tua incarnazione con le tue sofferenze vivifiche e salvatrici, la croce, i chiodi, la lancia, la morte, annienta le passioni carnali che uccidono la mia anima. Tu che con la tua sepoltura hai spogliato il regno infernale, seppellisci i miei malvagi pensieri con le tue buone ispirazioni e disperdi gli spiriti malvagi. Tu che con la tua risurrezione vivificante al terzo giorno, hai prelevato il nostro primo padre che era caduto, preleva anche me, caduto nel peccato, offrendomi i mezzi per far penitenza. Tu che con la tua gloriosa ascensione, hai divinizzato la carne assunta da te e l'hai onorata con un trono alla destra del Padre, rendimi degno, con la comunione ai tuoi santi misteri, di prendere posto alla tua destra in mezzo ai salvati. Tu che, con la discesa dello Spirito consolatore, hai fatto dei tuoi discepoli consacrati dei vasi d'onore, fa' di me un albergo degno della sua venuta. Tu che devi venire di nuovo a giudicare l'universo con piena giustizia, permetti anche a me, di venire davanti a te, mio giudice e mio creatore, con tutti i tuoi Santi: per lodarti e cantarti incessantemente con il tuo eterno Padre e il tuo santissimo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
4. Preghiera di San Giovanni Damasceno
O Maestro, Signore Gesù Cristo, nostro Dio, che solo hai il potere di rimettere i peccati, tu che sei buono e amico degli uomini, sii misericordioso verso tutti i miei peccati, coscienti e incoscienti, e rendimi degno, senza incorrere nella condanna, di comunicare ai tuoi santi, divini, gloriosi, purissimi e vivificanti Misteri. Senza attirare il mio castigo, i miei tormenti e l'aggravio dei miei peccati, che essi mi purifichino, mi santifichino, mi siano un pegno della vita e del regno futuro, una protezione e soccorso, che disperdano i miei nemici e annullino i miei numerosi peccati. Poiché tu sei un Dio di bontà, di misericordia e d'amore per gli uomini, e a te innalziamo la gloria con il Padre e il santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
5. Preghiera di San Basilio il Grande
So, o Signore, che comunico indegnamente al tuo purissimo corpo e al tuo prezioso sangue, che sono colpevole e che mangio e bevo la mia condanna, se non discerno il tuo corpo e il tuo sangue, mio Cristo e mio Dio. Ma confidando nella tua magnanimità, mi avvicino a te che hai detto: Colui che mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Abbi dunque misericordia di me, Signore, e non disprezzarmi, peccatore qual sono, ma agisci con me secondo la tua misericordia. Che queste sante specie siano per me guarigione, purificazione e illuminazione, salvaguardia e salvezza, santificazione della mia anima e del mio corpo: che allontanino da me ogni immagine e ogni azione malvagia diabolica che si eserciti sul mio spirito e sulle mie membra: che aumentino la mia confidenza e il mio amore per te; che conservino e migliorino la mia vita, facendomi progredire nella via della virtù e della perfezione, che mi facciano compiere i tuoi comandamenti e partecipare al tuo santo Spirito; che siano per me un viatico per entrare nella vita eterna; che mi siano difesa accettabile davanti al tuo tremendo tribunale, che non siano per giudizio e condanna. Amen.
6. Preghiera di San Giovanni Crisostomo
Mio Dio, condona, rimetti e perdonami tutte le colpe che ho commesso davanti a te, con la parola, l'azione, il pensiero, volontariamente o involontariamente, per mezzo della ragione o per la mia stoltezza; perdonamele tutte, qual buono e amico degli uomini. Per le preghiere della tua purissima madre, degli angeli tuoi servitori e delle tue sante potenze, e di tutti i santi che ti sono stati graditi nei secoli, degnati di fare che senza condanna io riceva il tuo purissimo corpo e i1 tuo preziosissimo sangue, per la guarigione della mia anima e del mio corpo e per la purificazione di tutti i miei pensieri malvagi. Poiché tuo è il regno, la potenza e la gloria, del Padre, del Figlio e del santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
7. Preghiera dello stesso
Maestro e Signore, io non merito che tu entri sotto il tetto della mia anima: ma poiché tu vuoi, come amico degli uomini, abitare in me, io mi avvicino con ardire. Tu ordini che io apra le porte che tu solo hai creato, per entrare con il tuo amore costante. Tu entrerai e illuminerai i miei pensieri impuri; lo credo perché non hai scacciato la cortigiana venuta in lacrime verso di te, né respinto il pubblicano penitente, ma tutti coloro che vengono a te con pentimento, li hai posti nel rango dei tuoi amici, tu che sei il solo benedetto, in ogni tempo, ora e nei secoli dei secoli. Amen.
8. Preghiera del medesimo
Signore Gesù Cristo, purifica me peccatore, tuo indegno e inutile servo, e condona, rimetti e perdona le trasgressioni, i peccati, le colpe con le quali ti ho offeso dalla mia giovinezza fino a questo giorno e a quest'ora: sia con coscienza sia per incoscienza, con le parole o con le azioni, con i pensieri o con l'immaginazione, per abitudine e con tutti i miei sensi. Per le preghiere di colei che senza seme ti ha generato, la purissima e sempre Vergine Maria, sola speranza che non sarà mai delusa, mio soccorso e mia salvezza, rendimi degno di comunicare senza incorrere nella condanna ai tuoi purissimi, immortali, vivifici e tremendi misteri per la remissione dei miei peccati e la vita eterna: per la santificazione, l'illuminazione, la guarigione e la salvezza della mia anima e del mio corpo; per l'estirpazione e il completo annullamento dei miei pensieri malvagi, delle mie intenzioni, delle mie imprese, delle mie immaginazioni notturne, causate dagli spiriti delle tenebre e della malvagità. Poiché tuo è il regno, la potenza e la gloria, l'onore e l'adorazione, con il Padre e il santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
9. Preghiera di San Giovanni Damasceno
Sto davanti alle porte del tuo tempio e i pensieri malvagi non mi abbandonano. Ma tu, Cristo Dio, che hai giustificato il pubblicano, che hai avuto misericordia della cananea e che hai aperto al ladrone le porte del cielo, aprimi dunque le viscere del tuo amore per gli uomini e ricevimi, ora che mi avvicino a te e ti tocco, come la cortigiana e l'emorroissa; l'una che aveva toccato il lembo del tuo vestito, ricevette immediatamente la guarigione, l'altra, che aveva abbracciato i tuoi purissimi piedi, ottenne la remissione dei suoi peccati. E io, miserabile, che oso ricevere il tuo corpo tutto intero, che non sia consumato! Ma accoglimi come quelle due, e rischiara le colpe della mia anima, bruciando le mie inclinazioni peccatrici per le preghiere di colei che senza seme ti ha generato, e delle potenze celesti, poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen.
10. Preghiera di San Giovanni Crisostomo
Credo, Signore, e confesso che tu sei veramente il Cristo, il Figlio del Dio vivente, venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ancora credo che questo è il tuo purissimo corpo e questo è il tuo prezioso sangue. Ti prego dunque: abbi misericordia di me e perdonami tutte le mie colpe, volontarie e involontarie, commesse con la parola o con l'azione, con conoscenza o per ignoranza, e rendimi degno di partecipare senza condanna ai tuoi purissimi misteri per la remissione dei peccati e per la vita eterna. Amen.
Quando è venuto il momento di ricevere la comunione, si recitano i seguenti versetti di Simeone il Metafraste:
Ecco io mi accosto alla divina comunione, o mio Creatore! Non consumarmi per questa partecipazione; perché tu sei un fuoco che brucia gli indegni, ma purificami da ogni sozzura.
E quindi: Della tua mistica cena oggi, Figlio di Dio, accoglimi partecipe, poiché non parlerò del mistero ai tuoi nemici, né ti darò un bacio come Giuda, ma come il ladrone ti confesso: ricordati di me, Signore, nel tuo regno.
E quindi questi versi:
Vedendo questo sangue divinizzante, trema, o uomo.Perché è un carbone ardente che brucia gli indegni.
Il corpo divino rende divini e nutre.
Esso rende divino lo spirito e nutre il pensiero in maniera incomprensibile.
E poi questi tropari:
O Cristo, con il tuo amore mi hai condotto alle delizie e con la tua protezione mi hai trasformato in un altro uomo: brucia i miei peccati con un fuoco immateriale e degnati di ricolmarmi delle tue delizie, affinché, pieno di gioia, io glorifichi, o buono, la tua venuta.
Come entrerò, io indegno, nello splendore dei tuoi santi? Se oso penetrare nella sala delle nozze, il mio abito mi accusa, perché non è un abito nuziale, e, incatenandomi, gli angeli mi cacceranno. Lava dunque, o Signore, le sozzure della mia anima e salvami, amico degli uomini.
E anche questa preghiera:
Maestro, amico degli uomini, Signore Gesù Cristo, mio Dio, che i tuoi santi doni non mi siano di giudizio a causa della mia indegnità: ma purificazione e santificazione dell'anima e del corpo e pegno della vita e del regno eterno. È bene per me avvicinarmi a Dio e riporre nel Signore la speranza della mia salvezza.
Preghiere di ringraziamento dopo la divina Comunione
Gloria a te, o Dio. (3 volte)
1 Preghiera di San Basilio il Grande
Ti rendo grazie, Signore Dio mio, per non avermi respinto, peccatore come sono, anzi, per avermi consentito di stare in comunione con le tue santificazioni. Ti rendo grazie per aver consentito a me indegno di partecipare ai tuoi purissimi e celesti doni. Ora, sovrano amico degli uomini, che sei morto e risorto per noi, che ci hai fatto grazia di questi tuoi terribili e vivifici misteri a beneficio e santificazione delle nostre anime e dei nostri corpi, fa' che questi beni attuino anche in me guarigione dell'anima e del corpo, dissuasione per ogni avversario, luce per gli occhi del mio cuore, pace per le facoltà dell'anima, fede irriprovata, amore non ipocrita, saziamento di sapienza, acquisizione dei tuoi precetti, aggiunta della tua divina grazia, e conseguimento del tuo regno: affinché custodito nella tua santificazione con tali beni io rammemori per sempre la tua grazia e non viva più per me stesso, ma per te, nostro sovrano e benefattore. E così quando uscirò da questa esistenza nella speranza della vita eterna, mi sia dato di giungere al perpetuo riposo, dov'è la voce incessante dei festanti e il godimento senza fine di quanti contemplano la bellezza indicibile del tuo volto. Poiché sei tu la reale aspirazione e l'inesprimibile letizia di quanti ti amano, Cristo Dio nostro, e a te inneggia il creato nei secoli. Amen.
2. Preghiera di San Basilio il Grande
Sovrano Cristo, re dei secoli e creatore dell'universo, ti rendo grazie per tutti i beni che mi hai concesso e per la partecipazione ai tuoi purissimi e vivifici misteri. Ti prego, dunque, o buono e amico degli uomini: custodiscimi al tuo riparo e all'ombra delle tue ali e donami fino all'ultimo respiro con pura coscienza di aver parte degnamente alle tue santificazioni, per la remissione dei peccati e per la vita eterna. Sei tu infatti il pane della vita, la fonte della santificazione, il datore dei beni, e a te innalziamo la gloria, con il Padre e il santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
3. Preghiera di San Simeone il Metafraste
Di tuo volere mi hai dato in cibo la tua carne, tu sei fuoco che brucia gli indegni: non bruciare me, mio creatore, piuttosto passa per l'insieme delle mie membra, in tutte le giunture, nelle viscere, nel cuore. Brucia le spine di tutte le mie colpe, purifica l'anima, santifica i pensieri, rafforza le compagini e le ossa; illumina i cinque sensi, pervadimi tutto del tuo timore. Proteggimi sempre, guardami e custodiscimi da ogni opera e parola corruttrici dell'anima; rendimi casto, puro e regolato, bello, intelligente e luminoso; rendimi dimora dello Spirito unico e mai più dimora del peccato, affinché, reso tua casa per l'accesso alla tua comunione, come fuoco mi fugga ogni malfattore e ogni passione. Ti presento intercessori tutti i santi e i capischiera degli incorporei, il tuo precursore, i sapienti apostoli, e innanzi a loro, la tua purissima e casta madre: accetta le loro preghiere, benigno Cristo mio, e fa' del tuo servo un figlio della luce. Sei tu infatti la santificazione, l'unico che conta per le nostre anime, o buono, e il loro splendore, e come s'addice, Dio e sovrano, a te noi tutti innalziamo gloria in ogni giorno.
4. Preghiera di San Cirillo di Alessandria
Il tuo santo corpo, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, sia per me vita eterna, e il tuo prezioso sangue remissione dei peccati. Quest'eucaristia sia per me gioia, salute e allegrezza. E nella tremenda e seconda tua venuta consentimi, peccatore come pur sono, di stare alla destra della tua gloria; per le intercessioni della tua purissima madre e di tutti i tuoi santi. Amen.
5. Preghiera, alla tuttasanta Madre di Dio
Tuttasanta Sovrana, Madre di Dio, luce della mia anima ottenebrata, mia speranza, protezione, rifugio, conforto, esultanza, ti rendo grazie di avermi consentito, indegno come sono, di essere in comunione con il purissimo corpo e con il prezioso sangue del tuo Figlio. Tu che hai partorito la luce vera, illuminami gli occhi intellettivi del cuore. Tu che hai portato in te la sorgente dell'immortalità, vivificami, reso morto come sono dal peccato. Tu, benigna Madre del Dio misericordioso, abbi misericordia di me e dammi compunzione e contrizione nel cuore, e umiltà nei pensieri, e sollievo dalla prigionia dei miei ragionamenti; e consentimi fino all'ultimo mio respiro di ricevere senza condanna la santificazione dei purissimi misteri per la guarigione dell'anima e del corpo; e concedimi lacrime di conversione e di confessione per lodarti e glorificarti tutti i giorni della mia vita, poiché tu sei benedetta e glorificata nei secoli. Amen.
Ora congeda il tuo servo, Sovrano, secondo la tua parola, in pace, poiché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparato a cospetto di tutti i popoli: luce a rivelazione delle nazioni e gloria del popolo tuo Israele.
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: abbi misericordia di noi. (3 volte)
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Tuttasanta Trinità, abbi misericordia di noi; Signore, cancella i nostri peccati; Sovrano, perdona le nostre iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità a causa del tuo nome.
Kyrie elèison. (3 volte)
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così sulla terra; dacci oggi il nostro pane quotidiano; e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno. Amen.
Dopo la Liturgia di San Giovanni Crisostomo si dice:
Tropario, Tono 8°
La grazia della tua bocca rifulgendo come fuoco ha illuminato tutta la terra; ha sparso sul mondo tesori di generosità, e ci ha mostrato la sublimità dell'umiltà. Mentre ci istruisci con le tue parole, Padre Giovanni Crisostomo, intercedi presso il Verbo, Cristo Dio, per la salvezza delle nostre anime.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.
Contacio, Tono 6°
Dai cieli hai ricevuto la grazia divina e con tua le labbra ammaestri tutti ad adorare nella Trinità il Dio unico, o Giovanni Crisostomo, santo beatissimo; degnamente ti celebriamo: sei infatti nostro maestro, poiché ci manifesti le realtà divine.
Dopo la Liturgia di San Basilio il Grande si dice:
Tropario, Tono 1°
Per tutta la terra è uscita la tua voce, poiché essa ha accolto la tua parola, con cui hai insegnato dottrine divine, hai illustrato la natura degli esseri, hai ordinato i costumi degli uomini. Regale sacerdozio, padre santo, intercedi presso Cristo Dio per la salvezza delle nostre anime.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.
Contacio, Tono 4°
Ti sei mostrato inconcusso fondamento della Chiesa, estendendo a tutti i mortali il dominio inviolato, con il sigillo delle tue dottrine, o Basilio santo, che ci riveli il cielo.
Dopo la Liturgia dei Presantificati si dice:
Tropario, Tono 4°
Dall'alto hai ricevuto da Dio la grazia divina, o grande Gregorio, e forte del suo potere hai voluto seguire il santo vangelo di Cristo, da cui hai ricevuto la ricompensa per le tue sofferenze, o tuttobeato; intercedi presso di lui per la salvezza delle nostre anime.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.
Contacio, Tono 3°
Ti sei mostrato simile a Cristo ierarca, e compartecipe dei monaci, o padre Gregorio, guidandoli verso la città celeste, da dove insegni al gregge di Cristo i suoi comandamenti, e con loro gioisci e danzi nelle corti del cielo.
E quindi:
E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Patrocinio irriprovato dei cristiani, mediazione immutabile presso il creatore, non ignorare le voci di preghiera dei peccatori, anzi accorri, qual buona, in aiuto a noi che con fede ti gridiamo: affrèttati nell'intercessione e insisti nella supplica, tu che sempre hai cura, o Madre di Dio, di quanti ti onorano.
Kyrie eleison. (12 volte)
Più insigne dei cherubini e senza confronto più gloriosa dei serafini, senza corruzione hai partorito Dio Verbo: te, la vera Madre di Dio, noi magnifichiamo.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Kyrie eleison. (3 volte)
Per le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi misericordia di noi. Amen.